Accolto dal Tar del Lazio il ricorso presentato dalle società Actelios Pea, Platani e Tifeo del gruppo Falck, a cui è stata affidata la realizzazione di tre impianti di termovalorizzazione in Sicilia, Agrigento compresa. In seguito a questa sentenza il Ministero dello Sviluppo economico dovrà emanare entro tre mesi i decreti di riconoscimento del Cip6 in quanto gli impianti in questione, nonostante fossero già stati autorizzati, non risultavano ancora in costruzione al momento dell'abolizione, nella passata legislatura, di tale regime agevolato. Il Cip6 è un provvedimento del Comitato Interministeriale Prezzi in conseguenza del quale chi produce energia elettrica da fonti rinnovabili o assimilate ha diritto di venderla ad un prezzo superiore a quello di mercato.
Le società erano ricorse al Tar del Lazio già l'anno scorso per ottenere l'annullamento di un decreto, firmato dal ministro dell'Ambiente, della Salute e dello Sviluppo economico, che aveva sospeso le autorizzazioni ottenute in passato. Un'intesa era stata raggiunta nel 2007 a Palazzo Chigi fra società e Ministero, tuttavia poco dopo uno dei cantieri era stato sequestrato dal Nucleo Operativo Ecologico (Noe) dei Carabinieri con un provvedimento successivamente annullato, per palese infondatezza, dal Tribunale della libertà di Palermo. Nonostante l'abolizione degli incentivi però le banche, insieme alle istituzioni finanziarie nazionali e internazionali, hanno confermato il proprio interesse a finanziare i progetti per cui è stato deciso un prolungamento del mandato per tutto l'anno in corso.