Ultimo aggiornamento: Giovedì 2 Set. 2010 | 20:19
Cronaca | Sicilia | 25 Mar 2009 | 19:38

Tenta furto in un ovile
Ucciso da trappola mortale

agrigentonotizie - cronaca sicilia agrigento politica cultura regione
agrigentonotizie - cronaca sicilia agrigento politica cultura regione

Luigi D'Aniello, la vittima Luigi D'Aniello, la vittima Il timore di essere derubato per l’ennesima volta, l'avrebbe spinto a preparare una trappola mortale. E’ bastato un fucile calibro 12 a canne mozze col grilletto collegato tramite una corda, alla porta d'ingresso del suo ovile. Un congegno rudimentale, ma efficace, quello ideato da un anziano, proprietario di una casa rurale in contrada Lasi agro del comune di Piana degli Albanesi, che è  costato la vita a un uomo di 31 anni, Luigi D'Aniello, palermitano, coniugato, operaio, ucciso da un colpo partito dall'arma, mentre cercava di introdursi nell’ovile. E' infatti bastata una pressione della porta per azionare il grilletto del fucile caricato a pallettoni: l’uomo è stato colpito in pieno nella zona toracica e dopo avere effettuato pochi passi si è accasciato al suolo, morto sul colpo.

Ad informare i Carabinieri sono stati i due amici della vittima, Giuseppe Mileto, 48enne palermitano, imprenditore edile e Carlo Barresi, 34enne nativo di Palermo, abitante a Misilmeri, cameriere. I Carabinieri giunti sul posto hanno constatato l’effettiva presenza del corpo senza vita di Luigi D'Aniello, accasciato a pochi metri dalla porta d’ingresso del casolare di proprietà di Carmelo Vaglica, 72 enne del luogo. La vittima ed i due amici, secondo la ricostruzione dei fatti e le prime ipotesi investigative, si erano introdotti in qual casolare per perpetrare un furto nella proprietà dell’anziano, che aveva destinato quel terreno per la coltivazione di uliveti e adibito quel casolare come ovile. Sul luogo infatti oltre ai chiari segni di effrazione sul cancello di ingresso è stata ritrovata, nella disponibilità  dei tre, una tenaglia da carpenteria utilizzata coma strumento da scasso.  Da quanto emerso dagli accertamenti effettuati e dalle dichiarazione rese dalle persone coinvolte nella vicenda, i Carabinieri hanno potuto ricostruire la dinamica dei fatti e stabilire le esatte responsabilità di ciascuno.

Il proprietario della masseria Carmelo Vaglica è stato sottoposto a fermo del sostituto procuratore della Procura Repubbica di Termini Imerese Giacomo Urbano per il reato di omicidio volontario aggravato e detenzione ollegale di arma clandestina, in quanto il fucile è risultato con matricola abrasa. I compagni della vittima, sono stati accusati di tentato furto aggravato in concorso e sono stati tratti in arresto in flagranza di reato.

Il fucile rinvenuto e il congegno di autoscatto sono stati sottoposti a sequestro dai Carabinieri della Sezione Investigazioni Scientifiche del Comando Provinciale di Palermo intervenuta sul luogo per le relative analisi di laboratorio che saranno eseguiti dai Ris di Messina. I tre, espletate le formalità di rito sono stati tradotti presso la Casa Circondariale “Cavallacci” di Termini Imerese a disposizione dell’Autorità giudiziaria che ha disposto per i due arrestati per furto il giudizio direttissimo.